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Primarie Lombardia, il Comitato: “Per un’altra Lombardia, incontro con Andrea Di Stefano”

3 dicembre 2012

Dichiarazione del Comitato Provinciale per Andrea Di Stefano

Domenica 9 dicembre alle 9.30 in Sala Montanari in Via dei Bersaglieri 1 a Varese, il Comitato Provinciale “Per un’altra Lombardia” organizza un incontro pubblico con Andrea Di Stefano, candidato alle primarie lombarde del centro-sinistra: «Giovedì 29 si è costituito il Comitato Provinciale a sostegno della candidatura di Andrea Di Stefano alle primarie lombarde del prossimo 15 dicembre. Fin da subito è stato chiaro come attorno al nome di Di Stefano ed ai contenuti da lui proposti si sia sviluppato un larghissimo interesse ed un ampio consenso. Anche in queste ore continuano ad arrivarci adesioni, sia da parte di associazioni, come l’ARCI provinciale, che di forze politiche e, numerosissime, a titolo individuale. Siamo rimasti colpiti ed entusiasti da questo vasto livello di coinvolgimento. Ma, in qualche modo, ce lo aspettavamo. Il programma di Di Stefano è nettamente conflittuale ed alternativo rispetto al sistema formigoniano che nell’ultimo ventennio ha ammorbato la scena politica e sociale della nostra regione, tra personalismi, affarismi, inchieste, infiltrazioni e quant’altro», commentano i responsabili del Comitato. E proseguono: «Otto sono i punti fondamentali: lavoro e reddito, con la proposta del reddito minimo ed il contrasto alle delocalizzazioni; welfare, con un piano socio-sanitario di riorganizzazione regionale; economia, con la creazione di una “white-list” per le imprese ed il sostegno ad un’economia solidale; scuola, con la chiusura della “dote scuola”, la riduzione dei fondi alla scuola privata ed un piano di investimenti verso la scuola pubblica; ambiente, con lo stop al consumo del suolo ed agli inceneritori, la riforma dell’ARPA ed un piano energetico regionale; mobilità, con un un nuovo piano regionale ed un incremento dei treni per i pendolari; beni comuni, con l’inserimento di sanità, istruzione, ambiente ed alimentazione nello Statuto sui Diritti Universali; trasparenza, con il bilancio regionale partecipato e l’eliminazione dello strumento degli appalti esclusivi. Molte altre informazioni ed approfondimenti si possono trovare sul sito di Di Stefano (www.perunaltralombardia.it). Vogliamo lanciare un appello, anzitutto, a partecipare all’iniziativa di domenica e, contestualmente, a tutte le forze associative, politiche, sociali ed a quanti si riconoscono in questa nuova visione progettuale della Lombardia. Una Lombardia rinnovata, con idee chiare e innovative, ripulita dal formigonismo che l’ha stretta nella sua morsa negli ultimi vent’anni, equa, sostenibile, solidale ed etica. Già da questo appello pubblichiamo le prima adesioni. Naturalmente ogni successiva adesione, comunicabile all’indirizzo mail comitatodistefano.va@gmail.com, sarà più che benvenuta». L’iniziativa di domenica sarà coordinata dal vicedirettore di Varesenews, Michele Mancino, e, al termine, è previsto un rinfresco equo e sostenibile per i partecipanti, in tema con lo spirito dell’incontro.

Varese, 3 dicembre 2012

Adesioni:

ARCI, Comitato Provinciale di Varese

Giulio Rossini, Presidente ARCI Varese

Giampaolo Livetti, Consigliere Provinciale

Federazione della Sinistra, Provincia di Varese

Aiutiamoli a Vivere ONG, Cardano al Campo

Comitato Che Guevara

Elis Ferracini, L’AllegraBrigata-Sinetema

Angotti Edoardo, Consigliere Comunale

Brovelli Claudio, Consigliere Comunale

Del Vecchio Nicola, Assessore

Perin Roberto, Consigliere Comunale

Sanfelice Eliseo, Consigliere Comunale

Tomasini Daniela, Assessora

Zocchi Marco, Consigliere Comunale

Andrea Di Stefano a Varese

2 dicembre 2012

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Aperitivo con la FDS

29 novembre 2012

Elezioni regionali, FDS: “Si costituisce anche in provincia di Varese il comitato a sostegno della candidatura di Andrea Di Stefano alle primarie regionali”

27 novembre 2012

Dichiarazione della Direzione Provinciale della Federazione della Sinistra della Provincia di Varese

La FDS della Provincia di Varese lancia, per giovedì 29 novembre alle ore 21.00 in Via Don Tazzoli 4 a Varese, l’appello per la costituzione del comitato provinciale a sostegno della candidatura di Andrea Di Stefano alle elezioni primarie regionali che si terranno sabato 15 dicembre. L’invito a partecipare è rivolto a tutti i cittadini, le realtà politiche ed associazionistiche che si riconoscono nei contenuti proposti da Di Stefano e nella sua figura e che intendono mettersi attivamente in gioco per sostenerlo. Andrea Di Stefano è uno dei tre candidati alle primarie regionali, con Alessandra Kusterman e Umberto Ambrosoli. Andrea ha 48 anni, è il direttore della rivista Valori e si occupa da sempre di economia sociale, finanza etica e sostenibilità. È conosciuto anche come conduttore, su Popolare Network, con Gianmarco Bachi del programma “Il giorno delle locuste”. Assieme a Carlo Monguzzi e Emilio Molinari ha costituito il primo osservatorio contro le ecomafie, indagando, tra le altre cose, sulla tragedia dell’amianto nel Monferrato. Giovedì 29 si terrà la prima riunione, a porte aperte, del comitato per Di Stefano, e in quell’occasione si organizzeranno eventi ed iniziative a suo sostegno. Per tante altre informazioni è possibile collegarsi al sito: www.perunaltralombardia.it.

Varese, 27 novembre 2012

Lotto per il Diciotto!

1 novembre 2012

Castagnata di “Rosso Verbano”

28 ottobre 2012

Giovedì 1 novembre 2012, Piazza Guarana, Sesto Calende!

Sarà anche possibile firmare per i referendum sull’articolo 8 e l’articolo 18.

Siete tutte e tutti invitati.

Mettiamo in crisi Monti: ce lo chiede l’Europa … che lotta!

23 ottobre 2012

L’alternativa c’è. Partecipiamo al NOMONTIDAY per contribuire a costruirla. A chi dice che non ci sono alternative alle politiche di austerity volute dalla Merkel e dalla Troika, rispondiamo che dalla crisi non si esce tagliando i diritti e il futuro, soprattutto delle giovani generazioni. Il Fiscal Compact, che chiede al nostro paese tagli di 45 miliardi l’anno per i prossimi 20 anni, è un trattato contro i popoli d’Europa, contro le conquiste sociali che fanno parte della storia europea. Le politiche di austerity peggiorano la crisi economica e creano una crisi di civiltà, una barbarie in cui si distruggono tutti i diritti sociali e del lavoro e si distrugge assieme la democrazia. In Italia centrodestra e centrosinistra uniti nel montismo hanno approvato il Fiscal Compact, così come il pareggio di bilancio in Costituzione. Manifestiamo nel NOMONTIDAY perché ci sentiamo parte di quel movimento europeo che ha visto i popoli manifestare contro l’austerity, dalla Spagna alla Grecia, al Portogallo, alla Francia e ad altri paesi. Vogliamo connettere le lotte dei popoli europei e costruire anche qui in Italia un’opposizione sociale e politica forte e unitaria. Dobbiamo irrompere nel vergognoso racconto a reti unificate di un paese senza opposizione.

Vogliamo unire il Paese che resiste, le tante realtà di lotta contro le politiche di Monti, Fornero, Profumo, contro i tagli alla sanità, alla conoscenza, al sistema di welfare. Contro politiche che producono solo il peggioramento della disoccupazione, della recessione, della disperazione sociale, della solitudine.

Partecipiamo al NOMONTIDAY perché vogliamo: più democrazia: le politiche di austerity espropriano la sovranità dei popoli ed instaurano una sorta di tecnocrazia autoritaria, nel solo interesse delle élites del capitalismo finanziario. Noi pensiamo che un’altra Europa sia possibile, fondata sulla democrazia e sulla partecipazione. Noi difendiamo la nostra Costituzione, figlia della Resistenza, da ogni manomissione e proponiamo, nel rispetto dello spirito della Costituzione, una legge elettorale proporzionale: la sola che garantisca il principio per cui tutti i voti hanno pari dignità. più giustizia sociale: diciamo NO al FISCAL COMPACT. Sono le politiche monetarie e di bilancio a dover essere compatibili con i diritti sociali acquisiti, con il diritto all’esistenza degna di donne e uomini. Il futuro delle giovani generazioni non si costruisce con la precarietà e la cancellazione dei diritti operata dalle riforme delle pensioni e del lavoro a firma Fornero. Consideriamo, dunque, fortemente connesse le campagne referendarie per il ripristino dell’art. 18 e l’abrogazione dell’art. 8, contro la riforma delle pensioni e contro la precarietà, e la legge di iniziativa popolare per un reddito minimo garantito. È sui contenuti e sulla partecipazione che si può unire la sinistra d’alternativa e d’opposizione all’austerity. un’altra Europa possibile: diversa dalla gerarchizzazione dei Paesi d’Europa voluta dalla Germania, dalla distruzione dello stato sociale imposta dall’austerity, dalla speculazione voluta dalle grandi finanziarie. Vogliamo l’Europa dei diritti e della democrazia.

Scuola: una storia precaria

23 ottobre 2012

Riceviamo e pubblichiamo.

Sono un’insegnante precaria abilitata, capitata quest’anno in un Istituto Comprensivo in provincia di Varese. Dico “capitata” perché il tipo di scuola in cui ho sempre insegnato (i licei) non è lo stesso in cui mi trovo ora a lavorare, la scuola secondaria di I grado (ex scuola media). Chi di scuola e di reclutamento degli insegnanti non si intende potrebbe pensare che in fondo non cambia molto, si tratta comunque di insegnare e lo stipendio è il medesimo. In realtà insegnare alle scuole superiori e lavorare alle scuole medie non è la stessa cosa, sia per la differenza d’età dei ragazzi, sia per il tipo di lavoro, più orientato all’educazione nella scuola media, più centrato sull’istruzione in quanto tale nei licei. Se fosse solo questa la differenza, per un anno mi potrei anche adeguare, sebbene le mie competenze non siano quelle necessarie a lavorare con i bambini. Il problema più grosso è che scuole diverse fanno capo a graduatorie diverse e ciò significa che il punteggio di quest’anno di servizio non potrò farlo valere sulla mia graduatoria di riferimento, nella quale, forse, un giorno sarei passata di ruolo.

Se oggi svolgo con difficoltà un lavoro che non è il mio, sul quale non ho investito negli anni della formazione e per il quale non ho sviluppato alcuna professionalità è solo a causa dei ripetuti ed inarrestabili tagli alla scuola pubblica, operati dalla riforma Moratti prima e Gelmini poi, che hanno fatto sì che all’aumentare del mio punteggio e della posizione in graduatoria non sia corrisposto un miglioramento nelle reali possibilità di lavoro. La recente riforma della scuola superiore (nient’altro che un drastico taglio alle ore di lezione e l’aumento spropositato di alunni per classe) ha ridotto non di poco l’organico docente e i primi a perdere il posto sono stati naturalmente i precari. Se all’inizio della carriera avevo la certezza di ricevere un incarico annuale in qualche liceo (magari a più di 40 km da casa, ma non importava perché insegnare era bello…), ora che ho maturato più di 100 punti devo “accontentarmi” delle medie e ringraziare perché almeno ho un posto di lavoro.

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Firma oggi, pensa a domani!

21 ottobre 2012

Scuola: la ricetta “greca” di Profumo e Monti

18 ottobre 2012

Qualche giorno fa il ministro Profumo si è lanciato in una ardita dissertazione sull’uso del bastone e della carota con i quali intenderebbe “allenare” (testualmente) il popolo italiano, precisando che pensava a molto bastone e poca carota. Parole pesanti, dense di arroganza, spia di una (in)cultura che definire fascista non è esagerato. Affermazioni gravi che avrebbero meritato una generale indignazione, e che invece, con poche eccezioni, sono scivolate nell’indifferenza generale. C’è voluto molto poco perché gli insegnanti scoprissero cosa avesse in mente il ministro, quando sono cominciate a filtrare le prime notizie, confermate dal testo trasmesso alle Camere, sui provvedimenti riguardanti la scuola contenute nella legge di stabilità. Il bastone, in questo caso, assume le sembianze dell’innalzamento di ben un terzo dell’orario di lezione obbligatorio di lezione per i docenti delle scuole medi e superiori. Si passerebbe dalle attuali 18 a 24 ore settimanali. Il tutto, neanche a dirlo, a parità di stipendio; 6 ore in più a settimana da impegnare in supplenze e per coprire spezzoni di cattedra, anche per gli insegnanti di sostegno.

Le conseguenze sarebbero micidiali: 30.000 cattedre in meno dal prossimo anno scolastico, secondo i calcoli della FLC, ben più attendibili di quelli ministeriali che parlano di “solo” 10.000 posti (solo, signor Ministro? Se anche fosse vero, le sembrano pochi?).

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